Crea il tuo blogLoginAggiungi questo blog ad Excite MIX
Cerca nei blog con
Post
Feed
News
< Novembre 2009 >
L M M G V S D
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            

 

21.12.2007


www.actaestfabula.it

  luk ore 18:32 [ ]
commenti (0)
 

11.11.2007

Si chiude.
Addio. Macchina da scrivere silenziosa, tazzina di caffè scuro.
Sfondo grigio cupo, interminabile block notes.
Addio refrain di lunghe notti,
e 232 post
spazio amico, genuino sfogo di un sognatore.

Ripartiamo da qui

 

  luk ore 21:33 [ ]
commenti (3)
 

06.11.2007

Lo spettacolo e' finito.

Cinque minuti. Mancavano cinque maledetti minuti all'inizio dello spettacolo. Quegli abiti di scena non li sentivo affatto miei.
Stringevo il copione in mano. Nevroticamente distoglievo lo sguardo a testare la memoria, salvo piombare dopo un nonnulla sull'anonimo foglio, alla ricerca di parole rivelatrici, amiche. Nulla. Non ricordavo una fottuta parola. Il vuoto eterno. E io c'ero dentro:
ero fuori dal personaggio e non sarebbero bastati certo cinque minuti per entrarvi.
Incrociai la regista nel corridoio. Andava di fretta, dritto. Le andai dietro con medesimo passo, non umore. Inciampai su cavi, attrezzi scenici e sacchi sparsi. E balbettai il mio disagio. Non mi guardo' neppure in faccia.
Sipario.
Salii sul palco.
Silenzio. Attimi. Macigni. Freddo.
Tentai di far mie le parole della suggeritrice con malcelata sicurezza. Accavallai la mia voce alla sua. Poi improvvisai malamente. Mi congedai da quella prima scena con un'insensata parola in dialetto e uno schiaffetto sul collo del mio compagno di palco, impassibile. Uscii con la sensazione di una palpabile inadeguatezza.
Il pubblico invece applaudi' spezzando cosi' l'opprimente silenzio. Era stranamente divertito.
Dietro le quinte nessuno disse nulla. Lo spettacolo ando' avanti regolarmente. L'unica incertezza ero io. Come catapultato sul palco. Incerto nei movimenti, sempre goffi. Incerto nei dialoghi con continui silenzi che rendevano la mia presenza mostruosamente lenta. Vuoti di scena e di memoria.
Giunse la fine. Vi furono lunghi applausi. Ma io non mi presentai per il ringraziamento. Nessuno venne a dirmi niente. Non una parola, anche cattiva. E ne soffrii.
Sprofondai su una sedia. In disparte. Distante da tutto. Ci rimasi del tempo. Tutta la compagnia mi sfilo' poi davanti, senza salutare, senza un cenno. Tutti felici, spensierati. La regista anche stavolta non mi degno' di uno sguardo. Poi, commossa, si fermo' e disse qualcosa. Non percepii l'inizio delle sue parole ma in un certo senso sentii che mi riguardavano. Mi alzai lentamente prestando orecchio.
Allora capii.

Mi lasciai cadere sulla sedia. A peso morto.
Morto, qual ero. E non sapevo.

  luk ore 03:25 [ ]
commenti (7)
 

31.10.2007

Ettorino

 

In questo ultimo periodo sono solo con un cane.
Si chiama Ettore, io lo chiamo Ettorino.
E' un bolognese ma vive ad Assisi ed è il cane di mio fratello.
Io coi cani sono un po' bisticciato. Questo perché da piccolo un pastore tedesco di nome Assia mi ha teneramente scambiato per il suo osso. Da allora la mia non è proprio paura è più voglia di qualcosa di buono. Ecco perché ho avuto nell'ordine: una paperella zoppa, un gattino scroccone, un ghiro rincoglionito, una canarina fighetta, un paio di pesci rossi acrobati di cui uno suicida, tre tartarughe spaesate e un verme tagliarino come rifugiato politico.
Dicevo di Ettorino. A lui voglio bene. Perché è educato. Peloso quanto basta e non morde, in compenso lecca che è un piacere, il suo. E' sempre in mezzo alle palle, ama giocarci. Con lui si acchiappia, se te lo porti a spasso ti salgono di sopra: non le cagnette, le proprietarie.
Ettorino ha soprattutto una gran fame di cultura, è un'amante dei libri. Stasera se n'è divorato uno in 37 secondi. Un libro di Pennac appena comprato, meno male che non era un mattone. Ero giunto a pagina 52, lui l'ha finito per me.

Domani me lo farò raccontare.

  luk ore 01:27 [ ]
commenti (22)
 

16.10.2007

Quando si finisce un bel libro.

Prima di addormentarmi solitamente leggo. Libro o quotidiano. Mi rigiro scompostamente sul letto, a destra e sinistra, a seconda se leggo la pagina sinistra o destra. E così, rotolante, mi soffermo fino all'una e mezza. Giù di lì inizio fatalmente a pipituniare (il termine è indigeno, corrisponde all'italico "mi si chiudono gli occhi da soli") e lascio fottere il libro cercando a tastoni di spegnere l'abat-jour. Capita però che per innato catastrofismo faccia cadere in sequenza: telefonino, occhiali e abat-jour stessa (oltre a scupinarmi, scoprirmi), così stravìo e devo rimettermi a leggere per pipituniare di nuovo. Quando leggo Benni di solito mi addormento verso le tre, perché rido come un deficiente e mi riesce difficile prendere sonno. Con Hesse, anche se a me piace, mi addormento dopo due pagine (Narciso e Boccadoro l'ho finito in due mesi). Comunque non leggo col fine di pipituniare altrimenti leggerei solo Hesse o, meglio, guarderei Marzullo.
Venerdì pomeriggio ho comprato un libro. Molto bello. Dopo la pipituniata di ieri sera mi erano rimaste le ultime venti pagine. Ho deciso, visto che mi è piaciuto, di finirlo questo pomeriggio in un luogo bello e prediletto. Al momento il mio luogo bello e prediletto è lo spiazzo antistante la basilica di S. Maria degli Angeli, sulle panchine di pietra. All'ombra, sotto gli alberi. Uccellini cantanti in un cielo bluissimo e solare. In questa atmosfera sono giunto al punto, con l'accapo vuoto, della fine.
Un vuoto. La fine di un bel libro è un bel vuoto. La pagina bianca che segue la fine è quel vuoto. Sono attimi appaganti, autocompiacenti prima di chiuderlo, lentamente. Con la copertina sul palmo della sinistra e le dita della destra poggiate, ferme, sul retro. "Bello".
Fade out.

  luk ore 01:36 [ ]
commenti (14)
 

12.10.2007

Il coraggio di alzare la testa.

Sono un commerciante. Vivo in un piccolo centro della provincia di Palermo.
Un luogo in cui troppa gente paga il pizzo in silenzio.
Tanti scappano da qui. Io no.
Amo il mio paese. La mia famiglia. Ho qui i miei ricordi. Il mio lavoro.

Un giorno un mio paesano mi prese a braccetto. Mi disse che degli amici a Palermo non sono contenti di me.
Devo mettermi a posto. 400 euro.
Ma io sono a posto. Sono una persona onesta.
E' dura. Cosa fare. Sono solo.

C'era freddo quel giorno, nevicava pure. Era un sabato.
Il mio locale era pieno. Uscii fuori per l'appuntamento con l'estortore.
I 400 euro li avevo in tasca.
Ero teso, tremavo.
"Perché tremi?" mi chiese. "C'è freddo" risposi.
Lunghi attimi. Poi una macchina giunse controsenso sulla piazza.
"Tal'è ddri testa i minchia a controsenso" , disse.
Non se ne accorse. Erano i carabinieri. Li avevo avvertiti.
Con le telecamere avevano filmato tutto.
Come in un film.

Colto in flagrante. Lo avevo fatto arrestare.
Ma molti in paese mi voltarono le spalle.
"Hai fatto arrestare un padre di famiglia".
"Apprezzo quello che hai fatto ma ho paura di mandare i miei figli nel tuo locale"
.
Il lavoro scarseggiava. Perdevo clientela. Avevo debiti.
Poi arrivarono Ugo, Daniele, Francesca, Valerio, Barbara e tanti altri. Erano i ragazzi di Addiopizzo.
Ottenni aiuti dallo stato, il sostegno del loro consumo critico, la loro sincera amicizia.

Gli diedero quattro anni ma è già fuori per indulto. Quell'estorsione non fu di origine mafiosa, fu detto.
Gestisce un bar e spesso me lo ritrovo davanti. Faccia a faccia.
Ma non ho paura. Non sono solo. Con me, con la mia famiglia, c'è la parte buona di questo paese.
Sulle magliette di Addiopizzo c'è scritto che un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.
Io non pago.
Oggi vado a testa alta.
Sono libero.


Liberamente ispirato alla testimonianza di Giorgio al "Maurizio Costanzo Show" dell'11 ottobre 2007.


  luk ore 16:55 [ ]
commenti (3)
 

09.10.2007

L'onda. E le mille impronte sulla sabbia.



Non mi ha sorpreso, l'onda.
L'ho affrontata. Buttandomi sotto. Come saggezza vuole.
Eccomi ora in mare aperto.
Aperto, a qualunque via.
Ma non sono un nuotatore.
Non ho spalle forti.
Ho sempre avuto nelle gambe la mia forza.
Per correre, per saltare, per andare in alto. A volte per scappare.
Ora, ad acque calme, quel che voglio è tornare a riva. Coi piedi per terra. A lasciare mille impronte, qua e là, sulla sabbia. Qua e là, i segni di una spumeggiante gioia. Semplice, nuda. Aspettando l'onda che muore e che quelle impronte cancella. Con la voglia matta di correre, saltare, andare in alto.
E farne di nuove.

  luk ore 16:04 [ ]
commenti (10)
 

07.10.2007

Diritti ad Assisi.



Ho marciato per la pace. Con l'animo in spalle. Da S.Maria degli Angeli fino ad Assisi. L'ultimo tratto. Quello che sale. Ripido.
La pace passa a due passi da casa. E' un moto composto e ordinato. Andatura lenta, lo spirito è quello giusto, facile esserne contagiati. Allegro, festante. Pieno di slogan arcobaleno. Canti e bandiere. Scout e scout con bandiere. Pieno.
Frati, sindaci e politici. Colorato. Rosso birmania, rosso comunista, bianco Amnesty, verde ambientalista, rosa Are Krishna.
C'è un segno di pace in ognuno. Una maglietta, un fazzoletto, uno striscione, un adesivo (io ho la maglietta di Amref).
Tema della marcia: "Tutti i diritti umani per tutti". C'è da riflettere. Ce n'è bisogno.
Ogni giorno, di più.

  luk ore 19:14 [ ]
commenti (5)
 

01.10.2007

Ero sospeso. Mi han fatto cadere. Ma tranquilli, mi rialzo.



"Lei è siciliano come me, ora però andiamo un po' fuori dalla Sicilia. Mi dica chi è quell'intellettuale francese che ha avuto più di altri un rapporto particolare con l'Italia".
Una domanda tirata fuori dal cilindro di un illusionista. Io l'illuso.
La bocca è aperta, ma senza parole.
Mi esce solo un bu esclamativo. Ingenuo e silenzioso. Se fosse un film ci sarebbe da ridere. Non ride nessuno. Ho dimenticato la battuta, come un attore a teatro. Silenzio, lungo.
"Le dico chi è: Stendhal. Saprebbe dirmi ora con quale città ha avuto uno stretto rapporto?"
Il mio bu diventa interrogativo e non si fuga. Fuggirei io, come il coniglio tirato fuori dal cappello dell'illusionista. Invece, come da numero, vengo preso per le orecchie.
"Vabbè è Milano. Mi parli ora di Stendhal".
L'illusionista affonda. E mi affonda, perché Luca-google tira fuori solo "il rosso e il nero", il suo capolavoro. Lo cito e basta. Non so altro. Vado nel pallone più totale... (Milano, "il rosso e il nero" vuoi vedere che Stendhal era milanista!) ma non sono un giocoliere, né un giocatore.
Equilibrista sul filo inciampatore dell'illusionista siciliano, cado. Buttato giù dopo un avvio brillante.


Stamattina è uscito il verdetto: Fuori dai 40 del biennio. Sessantatreesimo. Non farò la scuola di giornalismo (o di nozionismo). Chiodo fisso da marzo.
Peccato, era una buona scorciatoia.
Pazienza, si dice così.
Dispiace, ma non troppo.
E ora?
Labora.


ps mi trovo ad Assisi dal mio grande fratello, ci resto qualche giorno. C'è pace. E a me piace pacificarmi col creato.

  luk ore 19:44 [ ]
commenti (17)
 

11.09.2007

Sospeso.



Mi trovo a Milano. Per poco.
Antipasto di futuro. Un aperitivo (come si usa da queste parti), in attesa del pane quotidiano.
Potrebbe essere qui. O altrove.
Anche molto altrove.
Se mi gira.

  luk ore 00:12 [ ]
commenti (24)
 

29.08.2007

Di notte. Seduto sui sedili di pietra della mia centenaria casetta di campagna.

Tanto sole. E vento del profondo sud.
Che porta caldo. Anche troppo.
Il giorno è afoso. Appiccicoso. Voglia di mare blu.
E di fresco.
Il fresco arriva la sera, e accompagna la notte.
Eccomi disteso sui sedili di pietra della mia centenaria casetta di campagna. Fuori dal mondo, e dal tempo.
Sotto l'alto pino. Sotto l'alto abete.
Avvolto da sugheri e quercie.
Circondato dai monti color blu pastello. Mille foglie scure si stagliano nette sulla luna.
Non si odono voci. Solo il ritmico, classico, verso dei grilli notturni.
Non sfarfalleggiano luci finte. Tutto è vivo. Ma è come se riposasse.
Intorno sono, solo, sagome. In chiaroscuro. Di vigne. Di ulivi. Di fichi. E fichidindia. E il vecchio pozzo in pietra. E la vecchia, grande, pietra sulla quale mi arrampicavo da piccolo a consumare il mio biscotto-merenda, e i miei momenti di gioco solitario.

Nel cielo. Ho visto tanti puntini luminosi. Da unire. E' un gioco enigmistico.
E vola la mente di un sognatore nella notte illuminata a giorno, a disegnare una scia.
Che mi porta via.

  luk ore 11:44 [ ]
commenti (19)
 

11.08.2007

Ai post_eri Londra sentenza.



E fu.



  luk ore 03:51 [ ]
commenti (19)
 

07.08.2007

Come il sole, all'improvviso.



Sabato. Il cielo trasparente sopra di me. La leggerezza in me. All'improvviso è pacificazione col creato. Fratello sole mi riscalda, mi stona, mi rende piacevolmente appiccicaticcio.
Faccio il filo d'erba tra l'erba. Un venticello mi accarezza. E giaccio, dolcemente stordito. Sul mio posto bello e prediletto. I miei sensi dormono, sulla collina di Primrose.

Domenica. Panismo a Regent's Park. Ho un posto bello e prediletto anche qui. Di fronte la grande moschea. Di fronte al lago. Oggi però è più bello e prediletto di sempre. Sono pacificato col creato.
Ci sono i miei amici. C'è pure il caro Pietro che mi è venuto a trovare, portandosi con sè, per me, fratello sole.
Assopito, assorto, con un fiore in bocca, contemplo. Ecco una famigliuola in barca.
Così, come il sole, all'improvviso.



  luk ore 03:49 [ ]
commenti (7)
 

02.08.2007

mihavistominacciosoesiègirata lìcistailre iraqcampionedasia capellisìcapellino pizzacalcioinculo18euro trovatolangolodacartolina cannolobestemmia muralescondonnaminnuta pescefuordacqua

  luk ore 01:58 [ ]
commenti (5)
 

26.07.2007

Tornerò in mutande da Oslo?



Alle 6:00 di domattina volo a Oslo da Ingrid.
Partenza (con largo anticipo precauzionale) da Londra "Charlotte Street" (casa mia) alle 23.00 di stasera. Servito l'ultimo calamaro fritto vado dritto dritto all'aeroporto di Stanstead. Dormirò stravaccato, in qualche posto, se il posto me lo consente.
Si dice che Oslo sia la città più cara del mondo. Una birra? 8 euro. Vorra dire che mi ubriacherò di sole.

ps Ingriiiid, ma esiste il sole a Oslo vero?

  luk ore 18:33 [ ]
commenti (9)
 

25.07.2007

Piccole Paris Hilton crescono.



Luca ha da poco finito un altro anno di scuola. 15 anni. Padre italiano, madre inglese. Nato e cresciuto qui a Londra.
Il sistema scolastico britannico prevede che, a questo punto della sua formazione, Luca porti a termine due settimane di lavoro-stage.
Un'esperienza che, seppur breve, mira a forgiare in Luca, una mentalità votata al lavoro. Un primo approccio col futuro.
Luca ha svolto la sua work experience da noi al ristorante. Il training è stato dato oltre che dal manager, in via teorica, soprattutto da me, in via squisitamente pratica. La cosa non mi è dispiaciuta affatto, anzi, ne ha giovato il mio inglese e mi sono pure parecchio divertito.
Con mio grande stupore e piacere, Luca è riuscito in due settimane a guadagnarsi i complimenti e le simpatie di tutto lo staff grazie a una buona dose di umiltà, tanta voglia di imparare, una cultura generale ed interessi molto al di là degli standard. Dapprima chiaramente barcollante, poi sempre più sicuro, infine perfetto. Il report che tutor e manager hanno compilato su di lui è stato estremamente positivo.
Luca al termine della sua esperienza mi ha ringraziato sincero, io ho ringraziato lui. So che si ricorderà di me.

H è una ragazzina anglo-pachistana di 15 anni. La chiamo H perché il suo nome, anche se me l'ha detto e ripetuto, lo capirò solo tra qualche giorno (come mi è già successo con l'imprevedibile Gordon, ricordate?).
H ha iniziato la sua work experience questo lunedì, subentrando a Luca.
Il suo primo giorno H si è presentata conciata per le feste, neanche fossero le selezioni per il Grande Fratello. Un chilo e mezzo di trucco spalmato a mo' di Nutella. Orecchini accecanti modello stroboscopico. Bracciali, anelli e gingilli alla Piè Baracus. Pantaloni massima aderenza firmati Bridgestone. Un profumo che dopo due giorni e tre docce ho ancora addosso per osmosi permanente. Movenze alla Patty Pravo in fase zen.
Aver visto me, in maglietta "Bar da Ciccio" style e "occhi a pampinella" da lunedì mattina, sarà servito a farle capire bruscamente che "Pescatori" non è "Hilton" e che io, of course, non sono Brad Pitt.
Ovviamente, a chi è toccato il compito di fare da trainer a questo clone di Spice Girl?

H mastica chewing gum, appoggiata alla colonna, con i tacchi sul muro e le braccia conserte, sembra il corrispettivo femminile e scazzato di Fonzie. Ogni cosa che le dico o spiego entra da un orecchio ed esce dall'altro accompagnato da un "uff!", un "no way!", uno "shit!".
Non so come, oggi le ho fatto sparecchiare un misero piattino con dentro gli ossicini delle olive. Lo portava in cucina come fosse il pannolino di un bimbo particolarmente cacone. Qualsiasi cosa faccio mi guarda come se fossi Toto Cutugno e se oso farle notare uno sbaglio mi mette il broncio dei bambini offesi che improvvisamente fermano la partita e se ne vanno a casa col pallone sotto il braccio.

H sogna di fare l'estetista. A breve diverrà la tipica ragazza londinese del sabato sera. Sposerà un riccone e vivrà tra ozi, vizi e sfarzi.
Auguri.

  luk ore 02:39 [ ]
commenti (5)
 

20.07.2007

Cercasi vizio temporaneo per godere di cinque minuti di relax ogni due ore.



"Luk puoi guardarmi la stazione due minuti? Torno subito", mi dice Isabella.
"Luca occhio un momentino alla reception, sto tornando", mi dice Mara.
"Luca, tieni d'occhio due secondi il bar", mi dice Fabio.

Li vedi scappare fuori, a turno. Attraversano la strada e scompaiono dietro l'angolo, lasciandomi improvvisamente un tavolo con 370 bicchieri da sparecchiare o 3750 giapponesi all'entrata o 370 miliardi di cappuccini da preparare. Dopo cinque minuti ritornano, sollevati. Passano due ore e si ripetono nella fuga. Fino a tarda sera quando li vedi schizzare fuori col giubbotto. E' vizio.
Sì, il vizio della sigaretta.
Dal primo luglio nei locali pubblici di Londra e di tutto il Regno Unito è entrata in vigore la legge che vieta il fumo nei locali pubblici.
La cosa simpatica è che non solo i clienti dei locali fumano per strada, ma anche il personale dei vari ristoranti, pub, caffetterie esce a prendersi una "boccata d'aria". Chiaramente non davanti il proprio posto di lavoro ma un po' più in là. Capita così che essendo Charlotte Street una via piena di ristoranti, vedi Isabella, Mara e Fabio di fronte al ristorante concorrente e i camerieri del ristorante concorrente di fronte al nostro.
Un bel circolo vizioso.
Io in tutto questo copro. Con gli occhi. I 370 bicchieri rimangono lì, i 3750 giapponesi aspettano, i 370 miliardi di cappuccini pure.
E' dura la vita del non fumatore. Niente pause giustificate.
Perora visito il bagno con i ritmi di un ottantenne. Appunto, visito. Il 90% delle volte non ci esce niente (e meno male). Reggerà? (la scusa, non la prostata).
Visto "i tempi" che corrono sono alla ricerca di un bel vizio da 5 minuti ogni due ore.
Ho proposto al manager di ritagliarmi 5 minuti di virtù, il risultato? Fumata nera.
Amen.

  luk ore 02:59 [ ]
commenti (17)
 

15.07.2007

Tototempo.



Indovinare il tempo a Londra è come giocare una schedina al Totocalcio.
Per domenica e lunedì, il tipo che fa le previsioni meteo per il sito della bibbisì, ha previsto fulmini, nuvole e sole. Uno, ics, due. Una bella tripla.
A meno che non fa nessun tempo c'azzecca sicuro.

  luk ore 03:12 [ ]
commenti (10)
 

11.07.2007

I piselli di Lennon.



Questa sera - tornato a casa dal lavoro, buttatomi nel letto, aperto un pacco di biscottini finti, scaraventata via la scarpina destra, rotto quasi il vetro della finestra, acceso il mio Ibook, pensato per un istante ai miei amici che se la sguazzano a mare, finiti i biscottini finti, inciampato sulla scarpina sinistra - mi è venuta voglia di ascoltare John Lennon, non prima di aver caricato il rasoio elettrico, lavate le mani, fatto scomparire la saponetta dalle mani, sentito PLOP alla mia sinistra dentro la tazza del gabinetto.

"Give peace a chance" è il titolo di una canzone di colui che ho imparato ad apprezzare fin da bimbetto grazie a mio fratello mezzano.
"Give peas a chance" è invece lo slogan di un ristorante vegetariano di Soho. Dai ai piselli una possibilità la traduzione. Un invito a coglierli quindi, ma attenzione a non abbassarsi troppo, a Soho non si sa mai.


ps Ehm, come la piglio ora la saponetta?

  luk ore 01:19 [ ]
commenti (15)
 

09.07.2007

Il fascino delle due ruote.



Vongolare è il mio sport preferito qui a Londra. Il sabato di solito vongolo a letto fino alle due, le tre o le quattro. Braccia larghe come l'uomo vitruviano e faccia sotto come l'uomo deficiente.
C'è anche il babbaluciare che si pratica al parco affossato sull'erba come un babbalucio, ma solo quando il tempo è bello, il sole è caldo e l'erba è fresca. Cioè mai.
Sabato, quando mi stacco dal letto ho voglia di schifezze tipo i biscotti del Tesco alla crema finta. Mangio per inerzia fino a quando non mi fa male la pancia. Poi addento una mela per sistemarmi l'alito e dato che ci sono sistemo pure la stanza. Poi esco a farmi un giro.

Questo sabato c'era il Giro di Francia che partiva dall'Inghilterra e per la precisione da Londra. Cioè da casa mia. Venti minuti a piedi dal mio letto-scoglio.
Ci mancava solo questo evento anomalo in una città piena di appuntamenti di massa. A Wembley c'era il Live earth di Al Gore per salvare il mondo. A Wimbledon c'era la finale femminile del torneo di tennis. Era pure il 7 luglio, l'anniversario degli attentati.
Ho tentato così di godermi questo Tour de France a Londra, questo "ossimoro sportivo", dal Mall, ovvero dall'arrivo. Bella atmosfera. Tanta police inglese, tanta gendarmerie francese, tante ammiraglie.
Peccato che ho visto poco, tutto sfrecciava troppo veloce e poco percepibile. Troppa gente vongolava alle transenne costringendomi a stare sulle punte come la Carla Fracci di un tempo.

Il tempo sembrava bello. Sembrava. Erano solo gli effetti speciali per il Tour de France. Illusioni ottiche. Ogni tanto spuntava un bel sole sopra Buckingham Palace. Poi scompariva prepotentemente. Era un tromp l'oeil. Le nuvole sono sempre lì, e chi le sposta. "Vengono, vanno, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non riconoscere più il posto dove stai".

Sono stato a Old Street. Sabato sera, un quartiere 'fantasma' ai margini della city. Lontano anni luce dalle luci di Piccadilly.
Tutto è nascosto a Old Street, il fascino è la sua scoperta. Non c'è ribalta, ma nicchia. Come la musica dal vivo che viene fuori da veri e propri covi underground, ricavati in fatiscenti edifici. Old Street ha questo fascino decadente. Trascurata e oscura quanto attraente. Come Bam Bam, la ragazza alla batteria (molto attaccata alla maglia) che ho ascoltato all'Old Blue Last di Great Eastern Street.
Bella carica.

  luk ore 02:14 [ ]
commenti (2)
 
 
Archivio

• 2009 10

• 2009 09

• 2009 08

• 2009 07

• 2009 06

• 2009 05

• 2009 04

• 2009 03

• 2009 02

• 2009 01

• 2008 12

• 2008 11

• 2008 10

• 2008 09

• 2008 08

• 2008 07

• 2008 06

• 2008 05

• 2008 04

• 2008 03

• 2008 02

• 2008 01

• 2007 12

• 2007 11

• 2007 10

• 2007 09

• 2007 08

• 2007 07

• 2007 06

• 2007 05

• 2007 04

• 2007 03

• 2007 02

• 2007 01

• 2006 12

• 2006 11

• 2006 10

• 2006 09

• 2006 08

• 2006 07

• 2006 06

• 2006 05

• 2006 04

• 2006 03

• 2006 02

• 2006 01

• 2005 12

• 2005 11

• 2005 10

• 2005 09

• 2005 08

• 2005 07

• 2005 06

• 2005 05

• 2005 04

• 2005 03

• 2005 02


Bookmarks

• Astuta Tv

  Il sito della mitica Astuta Tv, la tv di strada di Castelbuono

• Ypsigrock

  La community del rock festival castelbuonese

• Castelbuono on line

  Il mio paese

• luk cantautore

  Scarica 'messaggioemergente.mp3'

• luk cantautore

  Scarica 'pruvulazz.mp3'

• Il blog di Mariapia

  Genuinamente logo(bo)rroica

• Il blog di Calamusa

  Un siciliano a Torino

• Il blog di Pino Scaccia

  Dietro le quinte dell'informazione

• Il blog di moya

  culture a go go

• Spalla.org

  Mik spalla and his tools for writers

• Balarm

  E-magazine di cultura, spettacolo & società

• Castelbuono.org

  Fatti e opinioni del tutto castelbuonesi

• Sostanza dal web

  Sempre più Costanza

• Io ero molto più ubriaco di voi

  Un'anima salva.

 

Ultimi Interventi

• 

• Si chiude.

• Lo spettacolo e' finito.

• Ettorino

• Quando si finisce un bel libro.

 


RDF/RSS Feed
Per diffondere i contenuti di questo Blog

RDF

RSS 0.91

  BlogExcite > luk37

Crea il tuo blogLoginPubblicitàAggiungi al MIX  
Excite UKExcite FranceExcite DeutschlandExcite EspañaExcite NederlandExcite JapanExcite USA